Pino Daniele: il capolavoro "Quanno Chiove"
Il significato profondo di Quanno Chiove.
Pino Daniele ha scritto eterni capolavori scolpiti nel cuore e nella mente di chi ama la vera musica, quella che entra nell’anima. Tra i tanti capolavori di Pino c’è anche “Quanno Chiove”, nell'album Nero a metà del 1980. Il sound dell'album ai tempi della pubblicazione risultava allo stesso tempo storico ed innovativo grazie alla commistione di generi afro-americani, in particolare blues, jazz, funky, con la tradizione folkloristica napoletana.
I testi di Nero a metà sono sottile ironia e poesia metropolitana. Un linguaggio nuovo che cambia la tradizione musicale napoletana, arricchendola. Quanno Chiove è una canzone d’amore che Pino scrisse per descrivere la vita di una prostituta. “E te sento quanno scinne ‘e scale ‘e corza senza guarda’ e te veco tutt’e juorne ca ridenno vaje a fatica’ ma pò nun ride cchiù. E luntano se ne va tutt’a vita accussì e t’astipe pe nun muri’”.
Sono i primi versi del brano, carichi di sentimento, che raccontano appunto la storia di una giovane prostituta, una ragazze come tante che quando va a lavorare “nun ride cchiù”.
Per strada qualcuno la osserva, la osserva e poi se ne va (ma te restano ‘e parole e ‘o scuorno ‘e te ‘ncuntra’ ma passanno quaccheduno votta l’uocchie e se ne va).
La canzone di Pino, bellissima e vera, non è vana malinconia. La canzone di Pino è speranza, tutta racchiusa nella chiosa finale del testo: “Tanto l’aria s’adda cagna’”.
L’aria cambia, e può cambiare anche la vita.
Non sappiamo se siamo all'altezza del grande maestro del blues napoletano, ma in questa reinterpretazione ci abbiamo messo tutto il nostro cuore (del sud).
L'Autore.
Pino Daniele, all'anagrafe Giuseppe Daniele è stato un cantautore, musicista e compositore italiano.
Chitarrista di formazione blues, è stato, a cavallo degli anni settanta e ottanta, uno dei musicisti più innovativi del panorama italiano.
La sua tecnica strumentale e compositiva è stata influenzata dalla musica rock, dal jazz di Louis Armstrong, dal chitarrista George Benson e soprattutto dal blues. La sua passione per i più svariati generi musicali (da Elvis Presley a Roberto Murolo) ha dato origine a un nuovo stile da lui stesso denominato "tarumbò", a indicare la mescolanza di tarantella e blues, assunti come emblema delle rispettive culture di appartenenza.
Il legame tra Pino Daniele e la sua città, Napoli, è talmente forte che la sera del 6 gennaio 2015, due giorni dopo la sua scomparsa, una folla di 100.000 persone si riunì in Piazza Plebiscito cantando le sue canzoni in un clima commovente.
Pino Daniele rimarrà per sempre nel cuore dei napoletani, e degli italiani.
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