Anema e core
"12 versi e 32 battute" di dolcezza e tenerezza.
Anema e core è una canzone del 1950, composta dal musicista Salve D'Esposito e dal paroliere Tito Manlio.
Inizialmente il titolo della canzone doveva essere Che matenata 'e sole ma in seguito ad un dissidio tra l'autore Manlio e sua moglie alla fine il brano prese il nome con cui tutti lo conosciamo.
La canzone ottenne un grande successo in tutto il mondo tanto da raccogliere l'ammirazione della famiglia reale inglese e dall'allora Presidente della Camera dei Lord, Lord King.
Tra gli aneddoti che Salve, commosso, raccontava spesso, c'era questo: un giorno giunse una telefonata dalla SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), che lo avvertiva del fatto che era arrivata una cartolina indirizzata a suo nome. Ritira la lettera incuriosito, lesse: “In piena Giava ci siamo fermati ed abbiamo pianto, da lontano ci giungevano le note di Anema e core. Grazie maestro!”. Era firmata da quattro ufficiali della Marina italiana, che per ragioni di lavoro, si trovavano su una nave in quel lontano punto della terra.
La melodia di D'Esposito e Manlio è stata battezzata dal tenore Tito Schipa, ma in seguito è stata interpretata da tantissimi altri artisti di grandissima fama: Roberto Murolo, Renzo Arbore, Renato Carosone, Nilla Pizzi e Massimo Ranieri, solo per citarne alcuni.
In tempi più recenti il brano è stato interpretato anche da Michael Bublé, Andrea Bocelli, Luciano Pavarotti, Lucio Dalla e Francesco De Gregori, che ne ha proposto una versione in coppia con la moglie Alessandra (Chicca) Gobbi.
Paragonarsi a mostri sacri della musica come quelli appena citati risulterebbe quasi blasfemo ma abbiamo voluto misurarci con noi stessi portando nell'Officina Anema e core.
Nel 1955 si venne a sapere che Anema e core aveva battuto il record delle incisioni, 58 solo in Italia. A chi gli chiedeva “Cosa ha determinato il successo di Anema e core?”, Salve D'Esposito rispondeva: "12 versi e 32 battute".
"12 versi e 32 battute" di dolcezza e tenerezza che scivolano leggere nell'orecchio dell'ascoltatore.
Il successo del brano in tutto il mondo dimostra ancora una volta che nella musica esiste una sola lingua, quella delle emozioni. Ma per chi non riesce ancora ad abbandonarsi completamente al vero significato di un brano, riportiamo la traduzione in italiano di questa storica canzone napoletana.
Noi che perdiamo la tranquillità ed il sonno,
non ci diciamo mai perché?
bocche che non vogliono baci,
non sono queste bocche, oh no!
eppure, ti chiamo ma non rispondi
per farmi dispetto, forse?
Teniamoci così: anima e cuore
Non lasciamoci più, nemmeno per un'ora
Questo desiderio di te mi fa paura
Vivere con te, sempre con te, per non morire
A che scopo ci diciamo parole amare,
A che scopo ci diciamo parole amare,
Se il bene può vivere con un respiro?
Se soffri anche tu per questo amore,
Teniamoci così: anima e cuore!
Forse sarà che il pianto è dolce,
forse sarà che fa bene
quando mi sento più felice,
non è felicità
specialmente se a volte mi dici,
distratta, la verità
Questo desiderio di te mi fa paura
Vivere con te, sempre con te, per non morire
A che scopo ci diciamo parole amare,
Se il bene può vivere con un respiro?
Se soffri anche tu per questo amore,
Teniamoci così: anima e cuore!
Teniamoci così: anima e cuore!
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